lunedì 20 giugno 2011

Ricorsi al TAR, denuncia penale e liquidazione Com.er

Mentre la Com.er S.p.A il giorno 8 giugno è stata messa in liquidazione (dopo il traferimento dei contratti alla  Rete Costruzioni S.p.A.), le iniziative del Comitato vanno avanti in modo sempre più intenso. I tre ricorsi del Comitato sono stati separatamente discussi nell’udienza del 9 giugno e con distinte ordinanze del 10 e del 14 giugno il TAR della regione Lombardia ha trasferito d’ufficio il procedimento al TAR del Lazio indicato funzionale per competenza. In realtà questo evento è totalmente neutro rispetto alle motivazioni addotte dal Comitato in quanto il Tribunale ha trasferito, nella  sua integrità, tutto il procedimento sulla base delle impugnazioni effettuate dal Comitato nei confronti del Comune e della Com.er senza esprimere alcun giudizio, ed questo è ciò che conta davvero.
In vista dell’udienza, gli avvocati del Comitato hanno depositato, come ulteriore elemento a favore, l’esposto alla Procura della Repubblica di Milano effettuata da un cittadino facente parte del Comitato, esposto basato anche sulle motivazioni che sostengono il ricorso al TAR. In sintesi, l’esposto alla Procura depositato il 3 giugno rilegge in termini penali quanto presentato al TAR in termini di diritto amministrativo.
Non è sfuggito infatti a nessuno che sia necessario fare luce su comportamenti incomprensibili notati durante il procedimento di approvazione sia da parte della Pubblica Amministrazione Comune di Milano sia dei Vigili del Fuoco: l’esposto alla Procura identifica ben tre motivazioni penalmente rilevanti:

1.
dati di progetto non corrispondenti – omesse valutazione dei Vigili del Fuoco – sanzione penale art.20 comma II D. Leg. 139/06. In sostanza vengono messe in evidenza tutte le mancanze nel progetto e nella sorveglianza  sul progetto che i vigili del Fuoco devono invece effettuare prima che il progetto venga effettuato, rilasciando invece ripetutamente parere positivo. 

2.
mancato rispetto del decreto ministeriale 11 marzo 1988 per il rischio di incolumità pubblica e crollo degli edifici. Per dirla con il testo della denuncia: “i calcoli eseguiti non sono idonei allo studio chiesto dal decreto ministeriale” “omettendo ogni valutazione sull’ambiente circostante” e questo “in violazione ad un obbligo di legge” e “omettendo di realizzare lo  studio preventivo sulle possibili conseguenze che lo scavo avrà sulle abitazioni circostanti”, mettendo “in pericolo, intenzionalmente stante l’obbligo imposto, l’incolumità delle  persone e degli immobili ad esso adiacenti”

3.
interesse pubblica amministrazione alla realizzazione del progetto e danni conseguenti. In sostanza, l’approvazione da parte della pubblica amministrazione di un progetto che mette in pericolo l’incolumità dei cittadini e delle cose  determina costi che la pubblica amministrazione sta sostenendo per mandare avanti le procedure interne. Citando la denuncia: “parrebbe che la pubblica Amministrazione sia stata indotta in errore, in ragione dell’immaginata realizzabilità di un’opera, la quale, fin dall’inizio dei lavori , metterà a repentaglio la pubblica incolumità e sicurezza e a fine lavori darà vita ad un’opera difforme da quanto indicato in progetto”.

5 commenti:

  1. Salvatore Pennisi20 giugno 2011 11:45

    Un plauso e un grazie all'estensore del ricorso. Sarebbe ora che le magagne con profilo penale venissero fuori finalmente.

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  2. ma alla fine chi paga? sempre il cittadino o sbaglio?
    i) la Comer o chi per essa è stata assegnataria di un bando di gara e di una concessione;
    ii) Comer ha speso (evidentemente) dei soldi per progetti, piani finanziari,spese legali ecc;
    iii) i tempi - ad oggi - si sono dilatati;
    iv) se i box non si faranno, il comune che prima aveva dato la concessione dovrà risarcire Comer (a meno che non fallisca prima;
    v) il risarcimento da parte del comune vuol dire risarcimento da parte dei cittadini che pagano le tasse;
    vi) se i box si faranno i cittadini saranno chiamati necessariamente a pagare un prezzo medio più alto (per qualcosa che vale meno) per dei box che a causa del tempo speso e spese legali sono costati di più alla società di costruzione!!!
    vii) è serio che Pisapia abbia puntato anche su questo argomento in campagna elettorale sapendo che Comer la gara l'aveva vinta?

    il tutto senza polemica da parte di un cittadino che vuole solo sapere come stanno le cose e che vede lievitare il costo di un box nel suo quartire senza sapere dove parcheggiare la macchina!!!

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  3. buongiorno signor alfio,cerchero' di risponderle nel merito delle sue domande.
    prima di tutto mi sembra evidente dalle sue parole,che lei sarebbe favorevole alla costruzione di box in questa piazza.
    rispetto la sua opinione,pero' ci tengo a precisarle,che la posizione del comitato per la difesa di piazza lavater, non e' nata in maniera preconcetta contro i box .
    il comitato ha fatto all'inizio un accesso agli atti comunali riguardanti questo progetto, lo ha fatto esaminare ad uno studio di architettura,a un urbanista,a due professori universitari di botanica,a un esperto di normative antincendio e a uno studio legale .
    dopo attente valutazioni di tutte queste persone ,ne e' venuto fuori un progetto che non rispettava la normativa antincendio,il regolamento del verde,la pubblica utilita',le leggi sulla tutela della proprieta' privata (i palazzi per intenderci)e che in assoluto non teneva conto del parere della maggioranza dei residenti e dei commercianti della zona .
    tutte queste criticita' sono state segnalate in maniera continua e costante per anni (con memorie,diffide,lettere,fax,perizie...)ai vigili del fuoco,al comune e a tutti i suoi uffici competenti .
    nessuno ci ha mai ascoltato veramente !!!!
    a questo punto le domando, se lei e' disposto a fronte di box in piu', a realizzare un progetto che non e' a norma e che non rispetta leggi e normative vigenti ? io no .
    i progetti vanno realizzati in maniera corretta e conforme alle normative .

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  4. Bravo Claudio.
    Aggiungo che il prezzo dei box e' previsto venga fissato in convenzione; attualmente 50000 circa a fronte di una offerta di 35000 circa . E l'aumento non e' certo dovuto alle spese legali, sig. Alfio, ma a modifiche di progetto che il costruttore ha dovuto introdurre per avvicinarsi a un progetto che non facesse crollare le case ed altre amenita' del genere. Le ricordo che a Noli , per effetto di un bel parcheggio sotterraneo, evidentemente realizzato su un progetto sbagliato, e' stato deliberato di radere al suolo un palazzo intero. Non mi sembra quindi che ci si possa lamentare se qualcuno ha cercato di evitare che questo potesse accadere anche qui. Anche s e, ancora, come si rileva dal ricorso al TAR, non si ha la certezza che le case non vengano danneggiate. vedi ad esempio : http://www.truciolisavonesi.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1854:noli&catid=79:rt&Itemid=57

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  5. Condivido le vostre osservazioni ma non ho capito alla fine chi paga. Ho sempre sentito parlare di NO AI BOX! non ho mai sentito parlare di modifiche ai progetti se effettivamente (non lo so ma credo a quello che dite) non sono fatti correttamente.
    ho sempre letto questa vicenda dei box come una vicenda politica quando mi sembra che di politico abbia ben poco!

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